E’ autunno, cadono le foglie

Settembre 18th, 2009

Strane sensazioni, queste. Non avrei mai immaginato che l’autunno sarebbe arrivato così presto, in tutti i sensi.
In un attimo la città si tinge di giallo e arancione e mi sembra di stare dentro ad una foto seppiata. Il presente diventa già passato, fissato in un attimo che fornisce lo spunto per così tante riflessioni… Come chiuso dentro una cartolina arrivata da lontano, l’autunno rievoca moltissime immagini.
Immagini di me, stesso posto, stessa ora, una persona diversa. L’immagine scricchiolante di quello stesso albero a villa Ada che non sembra ma incredibilmente ha un anno in più e continuerà a crescere. L’immagine di come mi sentivo in quell’esatto momento, un istante banale, ma prezioso perché mio e unico. Poi le foglie cadono, effimeri memento di ciò che è stato. Nessuno le raccoglie, appartengono al passato. Sono frasi secche che coprono l’asfalto impedendoci di camminare coi piedi per terra. Morbido cuscinetto a tutte le falsità umane! Ne ho portata a casa una, mi ricorda ciò che non ho piacere a ricordare. Mi rammenta che quella foto color seppia non va dimenticata in un cassetto, ma riposta con cura in un bell’album elegante e guardata di tanto in tanto. In fondo non siamo che folli creature in continuo mutamento che si muovono su questa terra governati dal caos. Nell’ottica universale di un mondo insensato non sarà poi tanto strano, fermarsi a raccoglier foglie secche.


Le Leggendarie Avventure Della Serenis (III)

Settembre 4th, 2009

 

Diario di bordo. Sono ormai centottantadue giorni e sedici ore che la Serenis è ferma nel porto di Homes e l’equipaggio inizia a dare i primi drammatici segni che precedono l’ammutinamento. Troppe volte durante la mia fulminea e perigliosa carriera di lupo di mare ho visto i comandanti migliori piegarsi al volere di marinai rozzi e ignoranti.
Gli uomini anelano il mare, questo lo so bene. La terra ferma e lo stato di sbronza prolungata fa loro lo stesso effetto di una burrasca dopo aver ingurgitato un’ingente quantità di porridge andato a male.
Ma come possiamo riprendere il mare senza più un paese da saccheggiare, una nave da depredare, un tesoro da scovare? Nulla potrà più rammentar loro l’eccitazione della brezza selvaggia su quelle ruvide barbe incolte. Niente al mondo è paragonabile all’espressione del nemico che cammina sull’asse.
Se tutto è già vissuto e il mare è già stato scandagliato in lungo e in largo, sopra e sotto, cosa ci resta?
Una cassa di Grog, ed una manciata di marinai ubriachi.

Sushi Like

Settembre 2nd, 2009

So another September starts again. Coi suoi colori che profumano di nuovo, ma che sono sempre gli stessi. Con la sua voglia di fare tutto, di farlo subito. Ed alla fine non combinare niente con la sensazione d’aver spostato le montagne. E se qualcosa andasse storto ci sarebbe sempre un’altra pagina, un altro Settembre. Che non è poi più così vero, not like it used to be. E si diventa nostalgici, nevrotici, mitologici. Mitologici, sì, ansiosi di trascendere la limitata condizione umana per abbracciare nuovi pensieri, nuovi orizzonti. L’estate lascia spazio a voli di fantasia che solamente la fisicità di un autunno in città potrà mai concretizzare.
Mille, milioni, miliardi di idee svolazzanti su ali di farfalla che rimaste senza più polvere per volare sono chiuse in un cofanetto di pietre colorate. Un po’ su e un po’ giù, un po’ qui e un po’ lì. Né carne né pesce. Ma cosa siamo? Cosa sono? Feels like sushi, sopra a un piatto di spaghetti.

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