E’ autunno, cadono le foglie

Strane sensazioni, queste. Non avrei mai immaginato che l’autunno sarebbe arrivato così presto, in tutti i sensi.
In un attimo la città si tinge di giallo e arancione e mi sembra di stare dentro ad una foto seppiata. Il presente diventa già passato, fissato in un attimo che fornisce lo spunto per così tante riflessioni… Come chiuso dentro una cartolina arrivata da lontano, l’autunno rievoca moltissime immagini.
Immagini di me, stesso posto, stessa ora, una persona diversa. L’immagine scricchiolante di quello stesso albero a villa Ada che non sembra ma incredibilmente ha un anno in più e continuerà a crescere. L’immagine di come mi sentivo in quell’esatto momento, un istante banale, ma prezioso perché mio e unico. Poi le foglie cadono, effimeri memento di ciò che è stato. Nessuno le raccoglie, appartengono al passato. Sono frasi secche che coprono l’asfalto impedendoci di camminare coi piedi per terra. Morbido cuscinetto a tutte le falsità umane! Ne ho portata a casa una, mi ricorda ciò che non ho piacere a ricordare. Mi rammenta che quella foto color seppia non va dimenticata in un cassetto, ma riposta con cura in un bell’album elegante e guardata di tanto in tanto. In fondo non siamo che folli creature in continuo mutamento che si muovono su questa terra governati dal caos. Nell’ottica universale di un mondo insensato non sarà poi tanto strano, fermarsi a raccoglier foglie secche.





