Seoul a colpo d’occhio
Eccomi qua, finalmente, pronta per aggiornarvi sulle mie folli avventure. Dopo un viaggio che sembrava infinito, ieri finalmente sono arrivata a Seoul (서울) e più precisamente nella zona di Hapjeong (합쟁). Si tratta di un quartiere molto popolare pieno di piccoli negozietti dove puoi trovare veramente di tutto. L’articolo che va per la maggiore sembrano essere i calzini con le dita dei piedi che gli uomini usano con gli infradito…mentre le donne hanno il terrore della tintarella e venno in giro con visiera e ombrello anche quando è nuvoloso. Devo ancora riprendermi dal jat-lag (stanotte quasi non ho chiuso occhio) ma giuro che è tutto vero. La prima cosa che ho pensato appena arrivata qui è stata ‘HOW MANY’. How many people, how many cars, how many shops, how many EVERYTHING. Che cosa se ne facciano di un parrucchiere ogni cinque metri quando non c’è una panetteria neanche a pagarla oro forse rimarrà per sempre un grande mistero di Seoul.
Per certi versi i coreani mi ricordano gli italiani. Sono casinisti, casinari ed urlano in continuazione. Sotto la mia finestra qui alla guest house passa in continuazione un camioncino con un megafono ed un messaggio registrato. Purtroppo non riesco a capire assolutamente cosa dica eccetto le prime parole ’signore, venite a vedere’ della serie ‘donne, è arrivato l’arrotino!’ Nonostante la barriera linguistica va detto che i coreani (quanto meno quelli incontrati fino ad adesso) sono davvero disponibili ad aiutarti quanto possono, se non altro a gesti. E se gli dici giusto un paio di parole nella loro lingua madre ti guardano con gli occhi sbarrati, ti sorridono ed esclamano ‘come parli bene il coreano!!che brava!!!’. Trovare uno straniero che parli la loro lingua è uno shock culturale.
Sempre ieri mi sono fatta forza e sono andata a visitare la Seoul National University (서울 대학교) dove studierò per i prossimi due mesi. Ed ancora… HOW MANY. How many students, how many places, how many restorants, how many buildings… come mi ci raccapezzerò? Quando avrò una macchina fotografica (in cima alla lista delle cose da comprare) aggiungerò qualche foto. Per fortuna il dipartimento di lingue è proprio vicino all’entrata principale, se non altro non mi perderò andando a lezione…ma cercando un bar sì!
E’ troppo strano camminare in mezzo ad una folla ed essere l’unica ‘diversa’. E’ così che si sentono gli orientali quando vengono a casa nostra? Ma forse non mi guardano perché non sono coreana, ma per via della mia inconfutabile bellezza…sì sì…
Per ora è tutto da Seoul. Ci sarebbe molto altro da dire, ma è passato un giorno solo, cercherò di affrontare un argomento alla volta, con calma.
p.s. Linda lo so che volevi venire tanto, scusa se ti ho lasciata a casa ma qualcuno doveva pur restare con Tib..quindi mi raccomando, coccolalo e vollili tanto bene!!





