Trovando me

Novembre 24th, 2007

Ultimamente ho molto poco da dire, anche se la mia testa è più che mai affollata di pensieri disparati.
Vorrei utilizzare meglio questo spazio, ma al momento non so che farne. Potrei annoiarvi, ma preferisco di no. Tutto quello che potrei raccontare non sarebbe che ripetitivo e superfluo, inoltre i miei attuali pensieri sono troppom astratti e confusi per tradurli a parole.
Sono abituata a viaggiare con la fantasia e continuo a farlo. Però stavolta non voglio portarvi con me in quei posti. Preferisco andare prima a dare un’occhiata da sola, in avanscoperta. Ma non sarò del tutto sola: la piccola Linda è tornata da me, all’improvviso. Aveva una valigia piena di prime impressioni e tante cose nuove da raccontarmi in fretta, per recuperare il tempo perduto.
Io la sto a sentire con un certo distacco. Anche se è tornata, è tornata cambiata e il nostro rapporto non sarà mai più lo stesso. Però sono felice che mi sia di nuovo accanto, per ricordarmi ciò che ero e che oggi potrò ancora essere, di tanto in tanto, attraverso di occhi di qualcun altro.

English Version

Nella Spirale Dell’Ignoranza

Novembre 10th, 2007

proibito pensare

Uno, due, tre, quattro…quando non riesco più a contare i giorni è davvero segno che sono arrivata alla frutta. Le date d’esame galleggiano in una dimensione a parte tutta loro, con buchi neri e tempeste-magnetiche tra l’una e l’altra. Si vive trattenendo il respiro, non saprei dire se bene o male, ma si vive.
Segni della mancanza di ossigeno? Buttare il cellulare nel cestino della facoltà al posto di un volantino nè è l’esempio principe. E l’insofferenza. Verso i punk-a-bestia arroccati sui loro pick-up e armati di megafoni e meticci feroci che vogliono occupare l’ateneo tutti gli anni e verso i tipi tutti Clarks, aria bohemienne e L’Unità sotto al braccio che sanno parlare sempre e solo di politica marxista. Comunque sempre meglio di niente.
Che dire invece in difesa dello studente medio, quello che alza la mano solo per fare domande stupide e banali senza neanche accorgersene (o almeno vergognarsene)? E qui balza agli occhi la drammaticità del grottesco. Drammaticità perchè mi vengono le lacrime agli occhi se penso che nel tentativo di conseguire una laurea in lettere seguendo la massa rischio di perdere ogni capacità intellettiva.
Eppure, a volte, immersa nella lettura come lo fu l’empia Francesca, mi capita di entusiasmarmi o quasi commuovermi di fronte ad un bel cultismo letterario. Al cospetto di un sonetto del mio amato Petrarca poi, ho quasi l’impulso di alzarmi in piedi e gridare:

“Amici!!”

Mmmm….i punk-a-bestia sembrano ostili…meglio:

“Compagni!”

“Non cogliete anche voi la bellezza intrinseca di questi endecasillabi?!Spogliamoci di ogni preconcetto e falso giudizio e viviamo sotto la Luce della conoscienza!”

Ma poi, grazie al cielo, rinsavisco e taccio che se mi va bene finisco nel pick-up dei punk-a-bestia linsieme ai cani, se mi va male vengo linciata sul posto. Quindi mi sto zitta. A che pro rischiare la pellaccia? La laurea in lettere, è cosa risaputa, serve soltanto a diventare professori annoiati.

Aveva ragione la mia professoressa del Ginnasio “Finirai nella spirale dell’ignoranza!” -diceva- solo che non pensavo intendesse così tardi. E nemmeno che la famosa spirale fosse tanto affollata.
Comunque non preoccupatevi, cari lettori del blog. Ci penso io a portare avanti la bandiera del letterato.

L’ultimo baluardo di un corso di laurea che sta andando in frantumi c’est moi.
E vi ho detto tutto.


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