Yes, I believe in karma

Marzo 30th, 2007

Vi ricordate quella bellissima scena del film Accadde in Paradiso (1987) in cui i due protagonisti entrano in una specie di parco di attrazioni in cui è possibile guardare le proprie vite precedenti come fossero un film? Ho sempre pensato che sarebbe grandioso saperne di più sulle mie vite precedenti, anche se potrebbe essere un’esperienza traumatica.
S, credo nel Karma. In psicologia si è spesso parlato di casi in cui durante sedute di ipnosi i pazienti facevano riaffiorare esperienze che senza dubbio non appartenevano a quella vita…ma a prescindere dai vari indizi più o meno scientifici, credo che la memoria di più vite precedenti sia qualcosa di cui siamo tutti consapevoli nel profondo.
L’evidenza di una memoria che andasse oltre la vita che conosco l’ho avuta quando ho iniziato ad interessarmi alla Kabbalah (anche se i cabalisti non credono nella metempsicosi, sia chiaro). Per spiegare l’esistenza di un Dio inteso come Luce e fonte di felicità perfetta, veniva posta a migliaia di persone questa semplice domanda:
cos’è che un essere umano desidera realmente dalla vita?
Che la risposta fosse “appagamento personale”, “felicità”, “pace” o “amore”, si è visto che trattava sempre di desideri intangibili. Questo fa riflettere. Perchè l’uomo pone al centro dei suoi desideri qualcosa di cui non ha esperienza?
Un beduino che ha vissuto tutta la sua vita nel deserto, potrebbe mai essere preso dall’improvvisa e folle voglia di un cornetto alla nutella? Ovviamente NO, perchè non sa cosa sia un cornetto alla nutella. E’ molto più probabile che tale voglia venga alla vostra amica Sere, che la sa lunga sull’argomento… Il punto è: non si desidera ciò che non si conosce, quindi se desideriamo la felicità vuol dire che nella nostra più profonda memoria, nella nostra anima è scolpito il ricordo di una felicità perfetta e di un totale appagamento, ricordo che continuiamo ad inseguire per tutta la vita.
Se questo ragionamento è valido per la prima vita, la più perfetta, quella in cui eravamo in comunicazione col divino, in cui eravamo una cosa sola col divino, allora possiamo applicarla anche a tutte le altre nostre vite.
Gli angoli oscuri della nostra mente possono trovare spiegazione alla luce di chi siamo stati in passato…
L’astrologia cerca di dare una risposta a tutto questo. Premetto che fino ad ora ho parlato di cose su cui faccio un certo affidamento, mentre non me la sento di far propaganda all’astrologia come ad una scienza rivelata, credo però che possa essere interessante scoprirne i meccanismi. Dopotutto i pianeti stanno lì a seguirci coi loro moti periodici fin dall’inizio dei tempi..se tutto l’Universo è una macchina perfetta in cui ogni tassello che vi si incastra è collegato all’altro, può darsi pure che le stelle sappiano darci la chiave di lettura per il karma, no?
La Testa del Drago, o Nodo lunare Nord e, sul versante opposto la Coda del Drago o Nodo lunare Sud, sono i due punti nei quali l’orbita della Luna taglia l’eclittica (tragitto apparente del Sole attorno alla Terra). In astrologia karmica, la posizione occupata da queti due punti alla nascita, collega una vita a quella successiva.
Il Nodo Sud rappresenta tutte quelle inclinazioni retaggio di vite passate che impediscono di evolvere, il Nodo Nord invece indica la direzione in cui andiamo nella nostra vita attuale e spinge l’anima alla crescita. Ogni 18-19 anni l’asse dei Nodi si riallinea nella stessa posizione della nascita: è la nostra occasione di riscatto per far brillare il nostro karma positivo. Su questo sito potete calcolare online la posizione del vostro Nodo Nord.
Detto ciò, peace&love a tutti, vivete espandendo il vostro karma positivo e non potranno che accadervi cose belle!

Terra rosso fuoco

Marzo 19th, 2007

Ragazzi, che giornate. Qui sembrano tutti impazziti. Se è vero che l’effetto dell’anticiclone sta per terminare, dobbiamo aspettarci un abbassamento di temperature in senso lato? Non credo proprio. Il sole che picchia alto! I pantaloni che diventano gonne, la polo che si fa top e la testa inizia a girare senza più fermarsi. Ho assistito a scene pazzesche: cinquantenni che ballano scatenate sui tavoli acclamate da sportivi latini che mostrano il bicipite; vecchietti che normalmente lamentano dolori alla cervicale già dalla prima di servizio che raccontano barzellette sconce; trentenni che fantasticano sulle abilità nascoste dell’omino che innaffia i campi; l’insospettabile casalinga disperata che racconta all’amica come utensili di uso comune quali lo straccio vileda e le spugnette abrasive possano diventare all’occorrenza pratici giocattoli. E si fantastica sulla filiale del circolo in Florida, che chissà quali attraenti ed esotiche bellezze nasconde tra gli atleti agonisti.
L’aria è elettrica e la gente inizia ad andare fuori di testa.
Ed io? Ahim�, sono ancora in pieno inverno. Che fregatura.


Patricia Manterola – Castigame [Puniscimi]*

Vas vestido para provocar [ti vesti per provocare]
Sin mirar atrás [senza guardarti indietro]
Seguro de ti [sicuro di te]
No te importan los demás [non ti importa degli altri]
Creyendote [credi]
Las tienes rendidas a tus pies[ di averle tutte ai tuoi piedi]

Pues no es así [beh non è così]
Aunque una vez fui para ti [anche se una volta sono stata tua]
Ya nunca habrá segunda parte [non ci sarà più una seconda volta]
Intentarás volverme a conquistar [cercherai di conquistarmi di nuovo]
Te reto a seducirme una ve más [ti sfido a sedurmi un’altra volta]

Te pido [ti chiedo]
Castigame[puniscimi]
Cariño [amore]
Castigame [puniscimi]
No ha nacido nadie[non è mai nato nessuno]
Que me ponga a sus pies [che possa mettermi ai suoi piedi]
Te pido castigame [ti chiedo puniscimi]
Cariño, castigame[amore puniscimi]
Muestrame que sabes conquistar [dimostrami che sai come conquistare]

Ya, me gusta lo provocador [già mi piace chi provoca]
Me gusta el dolor [mi piace il dolore]
Cuando lo busco [quando lo cerco]
Y no me dan amor [e non mi danno amore]
Por eso yo te ruego una vez más…. [per questo ti chiedo una volta ancora]

* special thanks to Felpyn per avermi tradotto la canzone!

L’estate del mio primo bacio

Marzo 12th, 2007

A tredici anni non ero sostanzialmente molto diversa da come sono ora, probabilmente solo un tantino più ingenua. Solo un tantino però.
Convivevo da un anno con una sbandata colossale che mi ero presa per un mio compagno di classe, M, amore a prima vista il primo giorno di scuola. Il mio piacermi M allora consisteva nell’osservarlo di nascosto, nello scrivergli lettere d’amore mai consegnate e nel riempire le pagine del diario di scritte multicolori dove si potevano leggere i nostri nomi incastrati tra cuori fosforescenti. Se mi chiedevano cosa ci trovassi nel primo della classe, poco attraente e probabilmente più brufoloso ed impacciato della media, rispondevo “tutto”. La sua intelligenza mi affascinava. Non mi piacevano i secchioni, ma i ragazzi brillanti. Quando lo vedevo andare alla lavagna per risolvere un problema di matematica andavo in estasi, prendevo un’altra penna gel fosforescente e tracciavo l’ennesimo cuore attorno alle nostre iniziali. Ovviamente lui ignorava completamente che nutrissi tali sentimenti in technicolor. Era cotto di una mia compagna di classe che non lo degnava di uno sguardo. Era molto meno carina di me (e mi permetto di affermare sicuramente meno simpatica) però faceva la scema con tutti senza stare con nessuno e di conseguenza stava nella top 5 delle più desiderate. Allora non capivo che la strategia di avere occhi solo per un’unica persona fosse completamente sbagliata. Così i giorni passavano senza che M. si accorgesse dei miei sentimenti, finchè non accadde qualcosa di estremamente sgradevole.
Non sto a raccontarvi i tristi e pietosi particolari, però da un giorno all’altro tutti i miei compagni di classe seppero della mia passione segreta e mi ritrovai coperta di ridicolo. Per fortuna c’erano le vacanze estive a gettare acqua sul fuoco.
Fu allora che conobbi P. Non mi piaceva particolarmente (avevo ancora in testa M) però piaceva a tutte, ed a tredici anni può sembrare un buon incentivo. Quando mi baciò provai…disgusto. Tornata a casa la sera scoppiai a pingere presa da un cieco cinismo pensando che se era quella la cosa a cui avevo tanto anelato probabilmente la vita faceva schifo, e l’amore pure.
Ci furono altri baci di rito, leggermente meno disgustosi (ci si abitua a tutto), ma altrettanto scialbi. Poi ci fu un addio detto in fretta che suonava come un sollievo. Da fonti attendibili seppi che il giorno dopo la nostra rottura si era messo assieme ad un’altra. Affrontai la cosa con ironia e distacco.
A settembre tornai sui banchi di scuola e rividi M… Fingevo indifferenza anche se continuavo ad osservarlo di nascosto, e a trepidare.
Il primo bacio mi aveva insegnato che la costanza non è nulla senza discrezione.
Il cuore e la testa erano ancora pieni di lui e solo di lui, ma le pagine del diario decorosamente bianche.

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