Le Leggendarie Avventure Della Serenis (IV)

Marzo 10th, 2010

Diario di bordo. Sono passati diversi mesi dall’ultima volta che gli uomini hanno toccato terra e sotto coperta inizia ad esserci una certa agitazione. Come se non bastasse le acque in cui navighiamo sono agitate, sembra che qualcuno abbia un conto da pagare con Nettuno. La Serenis resiste, vele abbassate. A fatica, ma resiste. Non c’è nulla che faccia venir la luna storta ai marinai come un mare in tempesta. Qualche giorno fa il malcontento è arrivato alle stelle quando, a poche ore di navigazione da un’isoletta che avrebbe fornito pace e ristoro alla ciurma, il capitano Linda ha ordinato che si tirasse diritto a tutta poppa negando così all’equipaggio la possibilità di toccar terra. Uno dei mozzi più giovani, Spacco-il-Rozzo, a tutti noto per la sua cafonaggine e strafottenza, avuto l’ardire di contestare il capitano e pretendere di raggiungere l’isola con una delle scialuppe. Spacco-il-Rozzo non capiva che affrontare il mare in tempesta con quella barchetta avrebbe significato andare incontro a morte certa. A quella richiesta sfrontata il capitano Linda è stato tentata di acconsentire alle richieste, se non altro per vedere il moccioso schiantarsi contro gli scogli aguzzi che costeggiano l’isola. Un sorriso malefico e vittorioso le curvò le labbra mentre immaginava il sangue rosso disperdersi tra la schiuma del mare… Si dispiacque al pensiero che in quella zona non fosse nota la presenza di squali che avrebbero senz’altro aggiunto poesia al quadretto. La lunga esperienza a trattare con quel genere di omuncoli tuttavia alla fine prevalse, facendo sì che il capitano, mossa da grande umanità risparmiasse il poveretto, che è ora relegato a pelare patate in cucina e non vedrà la luce del sole per un mese o due se va bene. Le proteste sono state represse, ma chissà quando tornerà la pace sulla Serenis…

Le Leggendarie Avventure Della Serenis (III)

Settembre 4th, 2009

 

Diario di bordo. Sono ormai centottantadue giorni e sedici ore che la Serenis è ferma nel porto di Homes e l’equipaggio inizia a dare i primi drammatici segni che precedono l’ammutinamento. Troppe volte durante la mia fulminea e perigliosa carriera di lupo di mare ho visto i comandanti migliori piegarsi al volere di marinai rozzi e ignoranti.
Gli uomini anelano il mare, questo lo so bene. La terra ferma e lo stato di sbronza prolungata fa loro lo stesso effetto di una burrasca dopo aver ingurgitato un’ingente quantità di porridge andato a male.
Ma come possiamo riprendere il mare senza più un paese da saccheggiare, una nave da depredare, un tesoro da scovare? Nulla potrà più rammentar loro l’eccitazione della brezza selvaggia su quelle ruvide barbe incolte. Niente al mondo è paragonabile all’espressione del nemico che cammina sull’asse.
Se tutto è già vissuto e il mare è già stato scandagliato in lungo e in largo, sopra e sotto, cosa ci resta?
Una cassa di Grog, ed una manciata di marinai ubriachi.

Le leggendarie avventure della Serenis (II)

Marzo 30th, 2008

La fitta trama di stelle sul magnifico cielo blu cobalto era l’unica cosa che si rifletteva sul ponte di mogano nero della Serenis, quella notte. L’imponente veliero normalmente caotico e chiacchierino era ora immerso in un silenzio solenne, quasi sacrale. Come una nave di fantasmi. La ciurma ben sapeva che il capitano Linda era impegnata a risolvere una faccenda spinosa ed il suo già normalmente scarso autocontrollo non avrebbe gradito nessuna sgradevole interferenza. Mentre l’equipaggio tratteneva il respiro, Linda lasciava che tutto il suo disappunto sgorgasse prepotentemente dai polmoni, sotto forma di un ringhio animalesco, quasi primordiale. Legata saldamente ad una sedia davanti al capitano Linda, Celohsoloyo emetteva rantoli soffocati senza osare alzare gli occhi fino ad incrociare quelli scuri di Linda, tanto belli quanto spietati.  All’ennesimo spasmo di Celohsoloyo Linda fece un passo indietro, disgustata. Poi rimase a fissare incerta quella che un tempo era stata la sua nemica mortale e che ora le sembrava una povera patetica ragazzina spaurita. Per un attimo pensò di risparmiarle la vita. Scosse forte la testa ed aggrottò le sopracciglia sottili per scacciare via quella breve scintilla di compassione. Se Celohsoloyo l’avesse guardata in quel momento, forse avrebbe provato a supplicarla per avere salva la vita. Se il suo coraggio l’avesse preceduta di un solo istante! Quando invece alzò lo sguardo, finalmente, negli occhi della nemica non lesse altro che la propria condanna a morte. 

Un breve cenno di Linda al suo secondo era il primo dei logici gesti che avrebbero portato alla fine inevitabile…
Se Celohsoloyo avesse potuto immaginare le drammatiche conseguenze delle sue azioni, non avrebbe MAI e dico MAI trafugato la preziosissima collezione segreta di pupazzetti panda che Linda custodiva gelosamente e con tanto amore.
 
 

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