Quindici minuti di poesia

Oggi è stata un’altra giornata grigia qui a Roma. Il mio primo istinto una volta tirata su la serranda sarebbe stato quello di rabbrividire alla vista dei nuvoloni e deprimermi per il resto della giornata, ma mi sono fatta forza dicendomi che ormai manca pochissimo alla primavera.
L’inverno che se ne va lo saluterò con un solo rimpianto: il piumino.
Sono poche al mondo le sensazioni equiparabili a quella provata svegliandosi sotto la coltre di un bel piumino caldo. Sono quei momenti di estati profonda in cui godi appieno del meraviglioso tepore accumulatosi sotto le coperte durante la notte. Mentre tu sogni, l’amico piumino lavora per te, trattenendo calore che la mattina ti avvolge come un regalo. E se la punta del naso si raffredda, è sufficiente infilare la testa sotto al piumino et….voilà! Il problema è risolto.
Dico sul serio, quando mi sveglio sotto al mio piumino la mattina mi viene da pensare che potrei restare ferma così per sempre…peccato che avendo una vita, questo è impossibile. E con le lezioni che ricominciano insieme al solito tram tram, non posso più indugiare tanto nel letto e rischio di perdermi quei momenti di autentica poesia.
No, non ti preoccupare caro amico piumino, io non ti abbandono.
Basta regolare la sveglia quindici minuti prima.





