Le regole dell’equilibrio
Vi è capitato di scoprire un giorno che qualcosa che non mi è mai piaciuto iniziasse ad intrigarvi?Magari rivedete quel film che avete sempre considerato un’inutile spreco di pellicola e vi accorgete che la fotografia non è poi così male. E che vista da un punto di vista di analisi storica anche l’ambientazione ed i costumi sono adeguati. In men che non si dica eccovi pronti a dare esempio di incoerenza ed a scambiare l’idiosincrasia di un tempo con una tolleranza blanda che adiuvata dalla fervente spinta di un amico diventa vero e proprio apprezzamento per il thriller che reputavate ridicolo.E’ un fatto: sentimenti, giudizi, opinioni possono cambiare. Perché questo succeda, un mistero. Dire che l’uomo è una creatura volubile mi sembra troppo riduttivo. L’uomo è piuttosto una creatura troppo complessa, incapace di provare un solo sentimento per volta. Quello che noi chiamiamo odio o antipatia è in realtà un insieme aggrovigliato di istinti e pensieri multiformi. Al suo interno coesistono elementi diversi che si sommano per dare vita a quello che poi chiamiamo odio. Basta che uno solo di questi elementi cambi posizione ed ecco che cambia anche il risultato finale. Le convinzioni sono concetti talmente fragili…
Pensieri come questi mi inducono a farne di altri ancora più deprimenti. Se i sentimenti umani sono così mutevoli, come si può anche solo considerare di riporre la propria fiducia nel prossimo, di abbassare le difese e permettere ad un altro essere mutevole ed instabile di influenzare il nostro già precario equilibrio?
Quali sono le regole dell’equilibrio?Chiedete a ballerini, insegnanti di yoga e di fitness: vi diranno di fissare un punto al di fuori di voi per non cadere. Sembra assurdo, ma è proprio così che le persone riescono nell’impresa impossibile di fissare un’emozione: non guardandosi dentro, ma fissando qualcun altro.
Ci specchiamo nell’occhi altrui e quello che vediamo non siamo noi, ma un’immagine fissa di noi, la sua proiezione ideale di noi. Vogliamo adeguarci a quella visione idealizzata ed è così che troviamo il nostro equilibrio, la nostra coerenza. Se ci accorgiamo che stiamo cambiando posizione, basta guardare ancora una volta quel punto nello specchio dei desideri ed ecco che ci rimettiamo in carreggiata.Da soli non siamo che folli creature egocentriche e inconcepibili. Assieme agli altri troviamo la nostra definizione, la nostra ragion d’essere. Perciò, non importa quanto siamo feriti, stanchi o disincantati. Se non vogliamo perdere l’equilibrio, non abbiamo altra scelta che continuare ad affidarci al prossimo.
Forse anche questo è un altro dei casi in cui la fede (intesa come fiducia) vince sulla ragione. La natura ci offre un milione di possibilità, ma solo l’Amore può renderci capaci di fare una scelta e trovare l’equilibrio. L’Amore è una fonte inesauribile. Non smettete mai di attingervi!






